*etimologia: dallo spagnolo "patata", incrocio del quechua "papa" e dell'haitiano "batata", che indicava la patata dolce.


Origini

La patata è originaria dell'America meridionale e proviene da Paesi come Perù, Cile e Bolivia. Dopo le spedizioni di Cristoforo Colombo, nel 1500, iniziò a diffondersi anche in Europa. Prima in Spagna, poi in Irlanda e Inghilterra, quindi anche in Italia, dove iniziò ad essere coltivata intorno al 1600. La sua diffusione su larga scala e l'impiego nell'alimentazione umana si affermarono, però, solo nella seconda metà del 1700


La patata, Solanum tuberosum, è una coltura erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Solanacee. A questa stessa famiglia botanica appartengono anche i pomodori e le melanzane.


La pianta ha fusti quadrangolari, pelosi, di colore verde, verde-rossastro e talvolta rosso-bruno. Le foglie sono alterne e sono composte da un numero di foglioline compreso tra 5 e 9. Hanno una dimensione variabile e la colorazione va dal verde chiaro al verde scuro. I fiori sono ermafroditi, possono essere di colore bianco, roseo o violetto. Le radici della pianta di patate sono fascicolate, superficiali e presentano numerose diramazioni capillari. Dal fusto si dipartono gli stoloni che, ingrossando all'apice, danno origine al tubero, ossia alla patata. A seconda della varietà e delle condizioni ambientali, la pianta genera un minor o maggior numero di stoloni, quindi di tuberi.


Coltivazione delle patate

La patata viene solitamente riprodotta per via vegetativa, cioè per mezzo di tuberi-seme: le cosiddette patate da semina. Solo per la costituzione di nuove varietà si ricorre al piccolo seme. Il tubero possiede delle gemme, dette anche "occhi", disposte con andamento a spirale. Da queste gemme ha origine la nuova pianta.


Il numero delle gemme aumenta dalla parte basale, detta anche ombelicale a quella apicale, detta corona. Non tutte le gemme presenti nel tubero riescono a svilupparsi dando luogo ad un fusto.


Il ciclo biologico della coltivazione delle patate, partendo dal tubero, dura, a seconda della varietà, dai 3 ai 5 mesi. Quando si parte dal seme, invece, questo periodo si allunga dai 5 ai 6 mesi. Questo è un altro motivo per cui si predilige la riproduzione da tubero.


Il tubero da seme, dopo la raccolta fatta a piena maturazione, ha in natura un periodo di quiescenza di circa 2 mesi. Superato questo periodo, e con temperature superiori ai 6-8 gradi, le gemme dormienti germogliano e da lì si formano le giovani piante.


Pregermogliazione

Di norma il germogliamento viene fatto iniziare primo della semina delle patate. Con questa tecnica si condiziona il processo  di germogliazione del tubero che, una volta posto nel terreno, continuerà il suo sviluppo. In tal modo si possono effettuare anche delle semine anticipate, senza attendere le condizioni meteorologiche ottimali.


La pregermogliazione dei tuberi deve iniziare circa 4 settimane prima della semina. Tale pratica favorisce la formazione di germogli corti e robusti, tozzi, da preferire a quelli troppo allungati e sfilacciati.


Emergenza, accrescimento vegetativo e fioritura

Alla germogliazione, di solito, segue l'emergenza. Questa è una face alquanto critica per la coltivazione delle patate, la giovane pianta, che emerge subito a temperature di 12-15 gradi, è molto sensibile ai ritorni di freddo frequenti in primavera.


Una volta che la pianta di patate ha superato la fase di emergenza, inizia l'accrescimento della parte epigea. Questa ha un periodo di tempo variabile in funzione della varietà, della temperatura e della fertilità del terreno. La fase successiva è quella della fioritura.


Formazione dei tuberi

La formazione dei tuberi inizia poco prima della fioritura e si nota dall'ingrossamento degli stoloni e delle loro ramificazioni. La fase di maturazione della patata la possiamo seguire con il graduale ingiallimento delle foglie e dei fusti. Le patate sotto il terreno, inoltre, modificano il loro colore, da verde a giallastro.


Alla fine del periodo di accrescimento, il tubero viene coperto da uno strato di cellule tuberose che lo proteggono rendendolo conservabile. Queste cellule compongono chi che noi, in genere, chiamiamo buccia.


Il numero dei tuberi che ha una singola pianta può generare, oltre alla varietà, può essere legato a fattori climatici. La variabilità delle dimensioni della patata, invece, può anche essere collegata alle caratteristiche chimico-fisiche del terreno. La patata è pronta per la raccolta quando le foglie della pianta ingialliscono e i fusti si disseccano.


Esigenze ambientali e periodo di semina delle patate

Ciò che temono le patate è il freddo intenso. Le foglie con temperature intorno allo zero termico si danneggiano. Con temperature al di sotto degli 0 °C gelano e muoiono. Per questa ragione i frequenti ritorni di gelo primaverile sono molto temuti. Anche il tubero, quando i valori sono inferiori ai -1°/-3° inizia a congelarsi.

È bene quindi che la semina delle patate avvenga a partire dalla fine del mese di febbraio, nelle zone di collina più miti, per proseguire fino ai mesi di aprile e maggio nelle zone di montagna più fredde.


Essendo un tubero, e quindi un ortaggio da radice, la luna migliore per la semina delle patate è quella in fase calante. Per quanto riguarda la corretta formazione dei tuberi, la temperatura ottimale è quella compresa tra i 16 e i 26 °C. Temperature superiori ai 35 °C possono provocare problemi nell'accumulazione delle sostanze zuccherine presenti nel frutto. Inoltre, può risultare compromessa l'accumulazione dell'amido.


Il terreno

La patata è una pianta che si adatta con facilità a diversi tipi di terreno. Le rese migliori, tuttavia, si ottengono nei terreni abbastanza sciolti, dotati di sostanza organica, ben areati e con un ph compreso tra 5,5 e 7,5. Meno idonei sono i terreni sabbiosi con un basso tenore di humus, nonché quelli troppo argillosi che favoriscono i ristagni idrici. Il tipo di terreno influenza anche le caratteristiche morfologiche delle patate. Su un terreno molto colloso aumentano le probabilità di lesioni ai tuberi durante la raccolta.


In terreni sciolti o di medio impasto i tuberi si sviluppano in modo agevole, non trovando ostacoli consistenti.


Semina e taglio

La semina della patata sul terreno si effettua predisponendo dei solchi sui quali la patata viene adagiata. Le distanze sono di 25-30 cm tra una patata e l'altra. A questo punto il solco viene chiuso e la patata ricoperta di terra, rimanendo a circa 10 cm di profondità. Tra una fila e l'altra la distanza da mantenere è di almeno 60 cm.


I tuberi interrati possono avere dimensioni diverse. Ci sono patate da seme piccole, che possiedono poche gemme e quindi pochi germogli, per cui i tuberi che sviluppano sono di numero limitato, ma di buone dimensioni. I semi grandi, invece, generano un numero maggiore di tuberi, ma di più piccole dimensioni.


Irrigazione

La coltivazione delle patate ha una certa necessità idrica, soprattutto in alcune fasi del ciclo biologico. L'acqua deve essere poca subito dopo la semina, in quanto il tubero è già dotato delle necessarie riserve idriche. Nella fase di accrescimento vegetativo invece l'acqua è necessaria. 


Non si deve aspettare che la pianta manifesti bisogno d'acqua e nemmeno bagnare troppo causando ristagni idrici.


Raccolta e conservazione

La raccolta delle patate si esegue quando la pianta è del tutto disseccata nella parte aerea e dipenderà, ovviamente, dall'epoca della semina.


La conservazione della patata è molto delicata. Il tubero dovrà essere ben ripulito da tutti i residui di terriccio. Poi si dovrà procedere a uno scarto, conservando i semi più piccoli per la coltivazione delle patate che avverrà l'anno successivo. Le patate intaccate da un'errata operazione di raccolta, invece, dovranno essere consumate il prima possibile. I tuberi più grandi e compatti saranno quelli che conserveremo per il consumo. Il locale adatto per la conservazione dovrà essere ben areato, ma buio, con una temperatura tra i 5 e i 6 °C, per evitare la germogliazione.