Il blog dell’agriturismo Masseria Manone

> Obbligo di indicazione dello stabilimento di produzione in etichetta

Obbligo di indicazione dello stabilimento di produzione in etichetta

Share on Facebook
Tweet

Dal 5 aprile 2018, con l'entrata in vigore del Decreto Legislativo n° 145 del 15 settembre 2017, scatta l’obbligo di indicare nell'etichetta degli alimenti, la sede e l'indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento.


La norma permette di verificare se un alimento è stato prodotto o confezionato in Italia ed è stata fortemente voluta dai consumatori che, per l’84% secondo la consultazione on-line del Ministero delle Politiche Agricole, ritengono fondamentale conoscere, oltre all’origine degli ingredienti, anche il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione.


L'inadempienza costa cara, sono infatti previste sanzioni che vanno da 2.000 euro a 15.000 euro, per la mancata indicazione della sede dello stabilimento ovvero nel caso di omessa indicazione di quello effettivo se l'impresa disponga di più stabilimenti. Pertanto, se l'operatore del settore alimentare dispone di più stabilimenti, non è vietato indicare tutti gli stabilimenti purché quello effettivo sia evidenziato mediante punzonatura o altro segno identificativo.


Nel caso di prodotti non destinati al consumatore finale ma alla ristorazione collettiva (ho.re.ca.) o all’azienda che effettua un’altra fase di lavorazione, ci si può limitare a indicare la sede dello stabilimento solo sui documenti commerciali di accompagnamento.


L'obbligo, peraltro, era già sancito dal Decreto Legislativo n° 109/1992, oggi sostituito dal Decreto Legislativo n° 231/2017, abrogato in seguito al riordino della normativa europea in materia di etichettatura alimentare. L'Italia ha deciso per la sua reintroduzione al fine di garantire, oltre che una corretta e completa informazione al consumatore, una migliore e immediata rintracciabilità degli alimenti da parte degli organi di controllo e, di conseguenza, una più efficace tutela della salute.


Insieme allo stabilimento di lavorazione andrebbe prevista l’indicazione obbligatoria in etichetta per tutti gli alimenti anche dell’origine degli ingredienti che è di gran lunga considerato l’elemento determinate per le scelte di acquisto dal 96% dei consumatori.


La Coldiretti ha avviato - a tal proposito - una mobilitazione popolare #stopcibofalso nei confronti dell’Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia e bloccare le speculazioni.


La raccolta di firme rivolta al Presidente del Parlamento Europeo viene avviata da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica in ogni farmers’ market d’Italia e on-line sui siti www.coldiretti.it e www.campagnamica.it ma sono previste anche iniziative lungo tutta la Penisola. L’obiettivo è dare la possibilità a livello europeo di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Spagna Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso.


Una scelta che ha spinto la Commissione Europea ad avviare con quattro anni di ritardo una consultazione pubblica sulle modalità di indicazione dell’origine in etichetta come previsto dal Regolamento europeo sulle informazioni ai consumatori n° 1169/2011, entrato in vigore nel dicembre 2013.

> "Frutta e verdura nelle scuole" - nuovo appuntamento 2018

"Frutta e verdura nelle scuole" - nuovo appuntamento 2018

Incentivi europei: all'Italia 29,7 milioni

Share on Facebook
Tweet

L'Unione europea, per i due programmi "Frutta e verdura nelle scuole" e "Latte nelle scuole" ha assegnato all'Italia rispettivamente 20.857.865 milioni e 8.924.496 milioni per l'anno scolastico 2018-2019. I fondi, suddivisi tra gli Stati membri nel corso della recente riunione del Comitato per l'organizzazione dei mercati agricoli, dovranno essere adottati dalla Commissione europea entro la fine di marzo. Nell'ambito del programma, ogni anno scolastico vengono riservati 150 milioni per gli ortofrutticoli e 100 milioni per il latte e altri prodotti lattiero-caseari, per oltre 30 milioni di alunni in tutta l'Unione europea.


In aggiunta alla distribuzione di questi prodotti, il programma dell'Unione europea destinato alle scuole promuove abitudini alimentari sane, soprattutto in riferimento ai bambini e prevede appositi programmi educativi sull'importanza di una corretta alimentazione e sulle varie fasi di produzione del cibo.


Circa il 15% delle assegnazioni di aiuti sarà, di fatti, destinato a misure educative per promuovere abitudini alimentari sane tra i giovani, combattere gli sprechi alimentari, organizzare visite in aziende agricole e distribuire specialità del territorio, mentre il restante 10% dovrebbe coprire i relativi costi.


Anche noi, come azienda agricola e fattoria didattica, parteciperemo al programma ospitando scuole del circondario campano in visita guidata. Promuoveremo, come sempre, percorsi orientati alla sensibilizzazione dei ragazzi verso temi quali l'importanza di una dieta sana, il ruolo di frutta e verdura nella stessa, la coltivazione dell'orto e la preparazione dell'impasto del pane, per citarne alcuni. Tutti temi volti alla riscoperta delle tradizioni del nostro territorio, che - stimolando la curiosità e la sete di conoscenza - rendono possibile un riavvicinamento dei più piccoli alla natura e  all'agricoltura.


Per ulteriori informazioni, clicca qui.